Si è conclusa lunedì, con il ritorno a Casamadre, la peregrinatio del Beato Padre Francesco Pianzola. Un viaggio fra le tre parrocchie cittadine, il Centro sociale e la chiesa di Santa Veneranda partito nella mattinata di sabato 3 ottobre. Per la prima volta ritornava visibile il volto del Beato ed esposto alla venerazione dei numerosissimi fedeli che hanno pregato davanti alla sua reliquia. C’era grande attesa per vedere il Padre, per alcune sue Suore era rivederlo, per altre ammirare il volto sereno del Fondatore, per la prima volta. In molti hanno accompagnato Padre Francesco Pianzola fra le vie della città fra gigli bianchi, canti e al suono festoso delle campane, nei vari spostamenti. La prima tappa in San Lorenzo, dove l’urna è rimasta da sabato 3 a martedì mattina 6 ottobre. Significativo l’incontro con i ragazzi del catechismo. Don Giovanni Zorzoli e Don Piero Rossi Borghesano hanno imitato i Padri Oblati e l’arte di Padre Pianzola nei dialoghi con i fanciulli. Trasferito a Santa Croce è stato esposto fino a giovedì mattina 8 ottobre: attorno al Beato si sono raccolti in preghiera gli ammalati; hanno sostato le famiglie e, lungo le giornate, non “la folla, - afferma il Parroco, Don Gianni Camana – ma un pellegrinare continuato di fedeli”. Poi il grande incontro con le sue Suore nella Casa di Preghiera al Centro Sociale. Una presenza forte e commovente la loro, intorno al Fondatore: una lunga sosta di famiglia in preghiera ed in silente contemplazione, soprattutto da parte delle sorelle che lo hanno conosciuto, stimato ed amato. Venerdì mattina 9 ottobre, il trasporto in San Pio X accolto dai bambini della Scuola Materna con canti e scenette a Lui dedicati. Al di là delle aspettative e dei timori degli adulti i bambini, che amano il mistero della vita che nasce e che ritorna al Padre, sono stati attratti dal suo sorriso. Non vi sono state particolari difficoltà a spostare la pesante urna del Beato. Neppure la gradinata della chiesa di San Pio X lo ha fermato: l’unica chiesa che il Beato Padre Francesco Pianzola non ha mai visto in vita, essendo una costruzione dei primi anni ’60. Ad accoglierlo uno striscione con la scritta “Bentornato Padre” appesa sopra il portone centrale. Il Beato Francesco Pianzola entrava quindi per la prima volta nella chiesa mortarese fondata da don Paolo Sampietro e “vedeva” anche la bella scuola materna dedicata all’amata Immacolata Regina della Pace che lui stesso aveva auspicato per il nascente quartiere di Porta Alessandria. Un asilo poi voluto e realizzato da Madre Anna Bandi, la cofondatrice delle Pianzoline. Una scuola materna molto bella, l’unica gestita dalle Suore di Padre Pianzola in città e che ha in programma lavori di ristrutturazione in vista dell’apertura di una sezione dedicata anche ai bimbi dai 2 ai 3 anni. Poi, lunedì 12 ottobre in mattinata l’urna è stata trasferita nella chiesa di Santa Veneranda, per fare memoria della devozione del Beato che ha ricomposto con Madre Anna e Suor Costanza nel 1925 il corpo nell’urna sottostante l’altare. Un incontro tra Santi, ha esordito Don Piero, che in Cielo intercedono per la nostra Comunità. Contrariamente al programma la sosta nella chiesa di S. Veneranda Martire si è prolungata nel pomeriggio con la celebrazione dei Vespri e la benedizione. In processione verso la Cappella a lui dedicata il Beato è stato riaccompagnato dalla gente in casa Madre dove l’urna sarà sempre esposta alla venerazione dei fedeli. Ma il Beato lascerà ancora la “sua” cappella per girare la Lomellina, come aveva fatto in vita. Missionario in vita e missionario, con le sue spoglie, ora che la Chiesa lo venera nel novero dei suoi Beati. Venerdì sarà accompagnato a Cilavegna, che vanta nel passato una lunga amicizia col Prevosto Don Luigi Castellani e nel presente la relazione spirituale con Don Mario Tarantola, delegato vescovile per il lungo lavoro della ostensione. Altri spostamenti sono previsti presso le parrocchie della Diocesi di Vigevano che lo richiederanno. Fra le prime la Parrocchia dell’Immacolata di Vigevano e quella di Sartirana, suo paese natale. Giorgio Giuliani

 

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